Borgo Val di Taro PR Palazzo Tardiani Convegno Centenario della Morte ( 1926 -2026) Ermanno Stradelli (Borgo Val di Taro, 8 dicembre 1852 – Lebbrosario Umirizal, Manaus, 24 marzo 1926) è stato un esploratore, geografo e fotografo italiano naturalizzato brasiliano. Nasce da un’antica famiglia di notai della città di Borgo Val di Taro (attualmente in provincia di Parma, all’epoca in provincia di Piacenza).
Il padre, Francesco Stradelli, ricevette il titolo nobiliare di Conte da Maria Luigia d’Austria, duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla poco prima della nascita del primogenito Ermanno. La madre, Marianna Douglas Scotti di Vigoleno era contessa, di remota ascendenza scozzese. La città di Borgotaro (come era allora chiamata l’attuale Borgo Val di Taro) era la loro residenza signorile. La giovinezza di Ermanno Stradelli viene bene descritta dallo storico brasiliano Luís da Câmara Cascudo: “Ermanno è vivo, impetuoso, impulsivo, alacremente comunicativo. Compie gli studi ginnasiali nel collegio di Santa Caterina, a Pisa. Le letture predilette sono le narrazioni di viaggi, che gli evocavano lotte, misteri, la valentia fisica, lo stupore delle foreste vergini, dei deserti silenziosi, degli indio incomprensibili, degli animali favolosi”. Iniziò a studiare diritto a Siena ne 1873, studi interrotti l’anno successivo poco prima della partenza per l’Amazzonia. In seguito, completò il corso solo nel 1886 all’Università di Pisa, con la tesi di laurea in diritto internazionale dal titolo significativo “Se le nazioni civili abbiano o no il diritto di appropriarsi dei territori occupati da popoli Barbari”, con relatore Carlo Francesco Gabba. Nel 1881 visita la zona del Rio Uaupés, Nel 1882 fa parte della Commissione brasiliana delle frontiere con il Venezuela. Nel 1883 percorre il rio Madeira e si ferma poi a Itacoatiara per curarsi della malaria. Il 29 marzo del 1884 parte come fotografo, con Barbosa Rodrigues, per una spedizione di pacificazione degli indigeni Crichanas. Tra il 1885 e il 1886 conclude il corso universitario di giurisprudenza a Pisa. Nel 1886 è a Genova. Nel febbraio del 1887 riparte per l’Amazzonia dal porto vecchio di Marsiglia. Il 3 marzo del 1887 è a Caracas, dove viene ricevuto dal presidente della repubblica Antonio Guzman Blanco. Il 3 aprile parte per Ciudad Bolívar. Nel luglio segue le orme di Humboldt a Porto Samuro, nella regione dell’Aturés. Prosegue sul basso Vichada, affluente dell’Orenoco.[6] Prosegue la sua spedizione (alto Guaínia, Yavita, Cucuí, Vista Alegre) fino al febbraio 1888, quando ritorna a Manaus. L’11 maggio del 1888 parte per il Rio Branco accompagnando la commissione per le frontiere, arrivando nella regione “São Marcos”, dove i fiumi Uraricoera e Tacutu cambiano nome. Nel dicembre dello stesso anno parte per il Rio Purus, raggiungendo il Rio Acre. Nella zona del Purus frequenta diversi villaggio dell’etnia Ipurinã. Tra il 1890 e il 1891 compie il suo terzo viaggio nel Rio Uaupés, accompagnato da Maximiano José Roberto. Nel 1893 acquisisce la cittadinanza brasiliana.[4] Il 22 agosto chiede l’iscrizione all’ordine degli avvocati. Il 29 giugno del 1895 è nominato “promotore pubblico” (pubblico ministero) per il secondo distretto di Manaus.[4][6] Il 24 settembre del 1895 è trasferito a Lábrea, nella zona del Rio Purus. Nel 1897 torna brevemente in Italia, dove incontra la dirigenza della Pirelli per proporre l’avvio di un’impresa per l’estrazione del caucciù.[4] Tra il 1898 e il 1899 torna varie volte in Italia. Nell’agosto del 1899 ritorna a Manaus con la nave “Re Umberto” della compagnia di navigazione Ligure-Brasiliana. Nell’agosto del 1901 è di nuovo in Italia. Il 10 novembre presiede una conferenza sull’Amazzonia Nel 1904 partecipa ad una spedizione del governatore dell’Amazzonia Constantino Nery nella regione del Rio Branco. Nel 1910 pubblica il Vocabulários de Línguas faladas no Rio Branco . Il 18 novembre 1912 è nominato promotore di giustizia a Tefé.[6] Nel gennaio del 1920 conclude la sua opera principale, il Vocabulário da Língua Geral, Português-Nheengatu e Nheengatu-Português. I manoscritti arrivano a Max Fleiuss, segretario dell’Istituto storico geografico di Rio de Janeiro il 27 febbraio del 1922. Il 4 luglio 1923 è esonerato dall’incarico di promotore pubblico, a causa dell’avanzare del morbo di Hansen, che lo aveva colpito già da tempo. Poco dopo entra nel lebbrosario di Umirisal[8], alle porte di Manaus dove muore il 24 marzo 1926. Tratto da https://it.wikipedia.org/wiki/Ermanno_Stradelliratto Sabato 21-03-2026































