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Who are these guys? BI-POLAR SLUTS – Taronews

Who are these guys? BI-POLAR SLUTS

Who are these guys? (Chi sono questi ragazzi?) Una nuova rubrica per esplorare il mondo della cultura giovanile locale. Un mondo ricco di passioni, esperienze e ambizioni che spesso e volentieri vengono ignorati dai tradizionali mezzi di comunicazione.
In questa rubrica cercheremo di dare spazio ai tanti giovani valtaresi che utilizzano i più disparati strumenti espressivi per raccontarci la loro vita e i loro sogni. Perché a volte basterebbe ascoltare una canzone o una poesia, osservare attentamente un disegno o un tatuaggio, per capire chi sono questi ragazzi!

Primi ospiti della rubrica sono i Bi-Polar Sluts, un gruppo di musica Hard Rock che tra i componenti annovera due ragazzi della zona.
Conosciamoli meglio!

Chi sono i Bi Polar Sluts?

Paul: “Caro Marco, i Bi-Polar Sluts sono prima di tutto cinque fratelli, uniti da un vincolo indissolubile altresì chiamato: rock n’ roll!
Le nostre origini geografiche direi che sono quantomeno irrilevanti, ma possiamo sicuramente dire che siamo cittadini prima di tutto del mondo, poi dell’universo… e che per una strana coincidenza e/o scherzo del destino, siamo tutti e 5 nati in Italia.
Ebbene si, siamo italiani. Per quello che vale! E qui mi fermo perché il tasto toccato non ci appartiene.
Noi non facciamo politica, questo sia ben chiaro… altrimenti saremmo ricchi sfondati… se non altro in Italia, no? 🙂
Scherzo dai… noi facciamo la nostra musica e la nostra musica ha radici nel rock n’ roll!
Ciò che più sembra contraddistinguerci come band, è il fatto che tutti e 5 veniamo da periodi storici precisi e diversi; chi dagli anni ottanta/novanta, chi dagli anni novanta/duemila… ma ciò che davvero è più figo dell’essere un Bi-Polar Sluts, è l’armonia che puoi percepire all’interno di questa famiglia. Si! Noi siamo prima di tutto la nostra famiglia.
Noi mangiamo insieme, noi lottiamo insieme, noi cresciamo insieme, noi discutiamo insieme… noi facciamo praticamente quasi tutto insieme… e bada bene, ho detto quasi tutto! 😉 Quasi!
Io ad esempio ho un retaggio HardCore/Punk anche se poi mi sono indirizzato al metal e all’hard rock e anche se ho sempre adorato i Dead Kennedys, i Misfits, e i Ramones, ho sempre venerato parallelamente i Motley Crue (io adoro i Motley Crue!); mentre Mike e il Forlo sono prettamente Hard Rock; musicisti giovani pieni di energia e d’inventiva e di voglia di fare che sono cresciuto e pane, birra e rock n’ roll! Non gli devi insegnare niente a quei due! Sono davvero fiero di suonare con loro e poter percorrere insieme la strada dei Bi-Polar Sluts; e poi c’è Max; Max è un puro elemento del rock n’roll… Max ha ascoltato tutto, l’ha digerito, l’ha metabolizzato e poi la risuonato come gli piaceva a lui! Cosa vuoi dire di Max? Suonaci insieme e poi capisci! E poi c’è Giux… il nostro giovanissimo talento, con il quale registrerei mille dischi! Un puro talento… anche se ancora non lo sa! 😉 Il vero genio e sregolatezza! Noi insieme siamo i Bi-Polar Sluts e noi insieme facciamo la nostra musica.”

Ci potete spiegare il significato del vostro nome?

Paul: “Ecco la domanda che più ci sentiamo rivolgere e che non ha mai una risposta breve.
Come tutte le band, prima di battezzarci ufficialmente, abbiamo speso mesi prima di trovare il Nome che ci avrebbe fatto battere il cuore. Poi una sera, ad una delle nostre cene rituali (noi adoriamo riunirci a cena e bere buon vino e mangiare grandi cibi!), quando eravamo bloccati in un stallo di nomi che non ci convincevano affatto, la nostra Amica Georgeanne Kalweit bevve il suo sorso di champagne e disse: “I’ve got it! You guys, are gonna be the Sluts! The Bi-Polar Sluts”!
Ci fu un gran silenzio ed in un secondo, tutta la nostra vita ci attraversò ed ognuno di noi si fece un’auto “risonanza magnetica”. Ci fu un momento di silenzio assoluto; tutti si eclissarono per pochi istanti; poi ci guardammo con un sorriso ebete e all’unisono, esplose un roboante: SIIIIIIIIIII… we are the Bi-Polar Sluts!
Questo è il criterio; il nome ci piace, suona bene, è provocatorio, è versatile e contestualizzabile in mille ere; questo nome in primis ci conferisce la libertà di essere ciò che vogliamo, senza incasellamenti vari. Il nostro nome ci da licenza di muoverci in qualsiasi direzione noi vorremo muoverci… e poi è molto rock n’ roll! Ci piace un sacco! Prima di registrare il nome a livello mondiale e farne un trademark ed un marchio registrato a tutti gli effetti, siamo andati a fare un “test” negli Stai Uniti: la sono letteralmente impazziti per il nostro nome! Chi si esaltava, chi diceva: “ma come è possibile che non ci abbia pensato io!?”, chi se lo ricordava senza problemi anche giorni dopo senza nemmeno conoscerci, e anche qualcuno che rimaneva basito e quasi scandalizzato; insomma, è il nostro nome senza ombra di dubbio perché quel nome ha un anima… è vivo e batte per noi! Così lo registrammo immediatamente e ne realizzammo un trademark. Oggi Bi-Polar Sluts è a tutti gli effetti un marchio registrato.
Anche se esiste una realtà specifica… diciamo una extended version del perché ci siamo chiamati così: è una storia di uomini, di rockers, di ragazzi, di ragazze e di persone… una storia di vita… una storia di olio bevuto come il vino e del vino usato come l’olio, di funghi volanti, di serate pazze e di casini infiniti che ci rendono fieri di essere capaci di trovarci sempre alla fine a riderci sopra. Qualsiasi cosa accada: noi andiamo sempre avanti! Questo è parte del significato del nostro nome.
“Bi-Polar” perché, senza entrare nello specifico politico, cosa alla quale siamo piuttosto allergici (specie a quella troppo ipocrita!), viviamo in un mondo in cui sempre di più ci vuole dare due scelte… ma non più di due! Bianco o nero! Noi vogliamo credere che ci siano diversi colori. Oppure “Bi-Polar” come nel significato clinico del termine, ovvero disturbo bipolare… per farla in breve: stato di alternanza che va da una situazione psicologica di grande gioia ed estasi ad un improvviso calo d’umore che porta alla depressione più profonda. Poi c’è chi riduce la cosa a “estramente lunatici”, ma il disturbo bipolare non è cosa da poco, e noi non lo stiamo beffeggiando assolutamente, anzi, lo sbattiamo in faccia al mondo il quale non si deve tanto scandalizzare perché questo è il risultato del mondo in cui viviamo oggi. Il punto è, che il disordine bipolare è purtroppo una condizione molto seria, che rappresenta non pochi individui al mondo. Noi siamo certi che le cause di tutto questo si nascondano nella malconcia società che abbiamo costruito tutti insieme… chi più chi meno. Chi può dire di non soffrire di bipolarismo, in modo più o meno marcato, scagli la prima pietra! E comunque: “beato lui!”. E poi “Sluts”, senza spostarci ai riferimenti classici della città di Troia, ma contestualizzando il termine ai giorni d’oggi, ci riporta sempre al mondo in cui viviamo: mondo in cui troviamo chi si vende per pochi spiccioli, e chi lo fa di mestiere; chi si nasconde dietro grandi imperi e alla fine si venderebbe la madre; chi fa il moralista bigotto e impartisce suggerimenti a destra e a manca e lezioni di vita ai propri figli, e poi lo trovi nascosto a dilapidare il patrimonio di famiglia con mignotte e meretrici varie… e la storia è lunga. Il fatto è che viviamo in una società in rovina in cui la relatà è troppo distorta e, l’unico modo per rendersene conto e magari un domani riordinare le cose, è essere se stessi. Almeno noi la pensiamo in questo modo.
Alla fine non siamo altro che i figli di questa società e di questi tempi… ovvero i figli di un mondo e di una società fatta di Bi-Polar e di Sluts.”

Quali difficoltà avete incontrato agli esordi vivendo in una realtà decentrata come la Valtaro?

Paul: “Diciamo che la band non appartiene propriamente alla Valtaro. Sarebbe come dire che siamo di città solo perché uno di noi è di città, o che siamo di Bologna solo perché uno di noi è di Bologna.
Noi adoriamo la Valtaro questo sia chiaro, come adoriamo le nostre origini ed il nostro retaggio: Parma e provincia dalla bassa alla alta, perché questa band racchiude tutte le sfumature di questa particolarità. Tuttavia, una cosa dalla quale noi ci vogliamo tenere distanti, è il provincialismo. Non apparteniamo assolutamente ad un paese che ancora, come nel Medio Evo, fraziona le sue città, i suoi comuni… i suoi feudi!
Non vogliamo guardare avanti ad un futuro in cui l’Italia fa parte di un’organizzazione planetaria in cui non ci sono colori, razze, o diversità ma dove ognuno, in base al proprio merito, può svilupparsi ed evolvere in libertà e serenità.
Non ci sentiamo di appartenere a nessun posto se non al nostro universo!”

Come siete riusciti ad emergere?

Paul: “Emergere è una parola piuttosto grossa. Ad ogni modo, la risposta è molto semplice: abbiamo abbandonato gli schemi, i cliché, gli stereotipi e abbiamo deciso di essere noi stessi e di credere soltanto in noi stessi… ma con grande positività e serenità! La nostra arma è sognare e l’ingrediente segreto è il rock n’ roll!
Ovvio, siamo influenzati dai nostri miti e dai nostri Dei, ma sicuramente siamo persone che cercano di trovare la loro via nel kaos del mondo! Abbiamo fatto una scelta e la seguiamo… costi quel che costi! C’è chi ci odia, chi ci detesta, chi ci biasima, chi ci critica, chi ci adora e chi ci ama… ma in verità noi rispettiamo e apprezziamo tutto e tutti, ma seguiamo il nostro cammino e cerchiamo di crearci il nostro destino con le nostre mani… anche se a volte è davvero dura! Specie in Italia!
Ti farò un esempio: quando Giux ha partorito “Out-4-Dinner” e ha portato in studio la bozza dell’idea che sarebbe diventata l’intro del nostro primo album, tutti abbiamo esultato e tutti ci siamo esaltati; tutti, nessuno escluso, ha adorato quelle note perché ci rappresentavano e stavano ad indicare esattamente quello che per noi era l’inizio del viaggio! In caso qualcuno non l’avesse capito, il nostro album, “Out-4-Dinner”, è un viaggio di una notte, in cui succedono varie cose. L’introduzione, appunto “Out-4-Dinner”, è l’inizio di una serata. Noi che ci ritroviamo nel nostro locale preferito, e ci facciamo due birre, un Gin-Tonic, una Chartreuse o quel che è… e da quel momento preciso scattano emozioni e sensazioni precise.
La rabbia perché un’amica che doveva arrivare è in ritardo… un gin scadente fatto pagare per buono… una musica assurda in sottofondo mentre vorresti ascoltare del sano rock n’ roll… un SMS sgradito, una multa inaspettata, un impulso di fame… la voglia di pisciare e tante altre cose! Questo è l’inizio della nostra serata che sfocia poi con “AperitVe”, e da li parte una serata ricca di emozioni uniche ed un viaggio tutto alla Bi-Polar Sluts!
Questo è ciò che ci passa nella testa quando scriviamo musica… la nostra musica è la nostra vita! Niente meno!
Ci è stato detto che “Out-4-Dinner” (l’intro) è un plagio di “Una vita spericolata” di Vasco Rossi… Cazzo! Noi Vasco non l’abbiamo mai ascoltato! Vasco non ci appartiene… con tutto il rispetto!
A noi c’è uscita così… certo, poi chi mai ci crederà! Ma chi se ne frega Marco! La cosa più bella del mondo è avere la coscienza pulita, e ti garantisco che noi, quando si parla di plagio a Vasco Rossi, siamo davvero puliti! Scusa, Vasco? Vasco chi?>”

Lo scorso luglio è uscito il vostro primo disco: “Out-4-dinner”. Ci raccontate la gestazione, chi vi ha aiutato e ci commentate in breve di cosa parlano le canzoni incluse.

Paul: “Si, a luglio 2011 è finalmente uscito il nostro primo album.
E’ stato un “parto” piuttosto lungo, anche se non si direbbe, ricco di situazioni negative e positive che ci hanno portato a capire tante cose. Una cosa fantastica che abbiamo capito, è che noi insieme come band, abbiamo voglia di fare tante cose e ci sta a cuore produrre, costruire e fare… suonare… e non parlare! Con questo voglio solo dire che, ti diamo questa notizia in anteprima, entro un anno da oggi entreremo in studio per registrare e produrre il nostro secondo disco; ci stiamo già lavorando e abbiamo già idee molto interessanti nel “famoso cassetto”… e una cosa che abbiamo capito, è che ogni disco degli Sluts deve essere una storia a se! Noi speriamo di riuscirci! 🙂
Ogni recensione che abbiamo avuto ci ha criticato i nostri simpatici inframezzi, le nostre intro e i nostri momenti incoerenti con il filo logico del nostro album; ci è stato detto: “ma cosa c’entra l’intro?”… oppure “l’outro”. E quel inframezzo cosa diavolo c’entra col disco?
Oggi pare che la gente, o i giornalisti, o le case discografiche… chi lo sa, voglia prodotti preconfezionati ed indirizzati e molto precisi! Niente fronzoli! Niente distrazioni! Un pacchetto preciso! Sei metal… sei punk… sei porno…. sei quel che devi essere ma non mischiare le cose! Assolutamente non mischiarle! Altrimenti in castigo!!
Noi abbiamo deciso che la musica, la nostra musica, mediocre o grande che possa essere, necessitasse di atmosfere diverse… di stacchi…
Così è nato l’incontro con Beppe Cantarelli, caro amico, grande musicista e grande produttore, che, davanti a grandi bottiglie di buon vino, seduti in cene memorabili, ci ha consigliato e suggerito come assecondare le nostre necessità. Addirittura, una delle cose che più amo del nostro disco, è una traccia apparentemente “insipida” ed anonima… iper mal criticata da tanti, che è “Sammy’s Backyard”.
Quel brano è nato esattamente nel totale spirito Bi-Polar Sluts. Ovvero, dall’idea del Forlo, il nostro bassista, che in una sera di pioggia, l’aveva trovato ad arpeggiare sulla chitarra una vecchia melodia che da sempre lo accompagnava.
Questo durante le registrazioni del disco… senza nessuna produzione e preparazione!
Totale improvvisazione… come a volte la musica, quella fatta da chi un cuore ancora ce l’ha, dovrebbe essere fatta.
Così Giux si è attaccato alla chitarra ed accompagnava il Forlo ed io sostenevo con un leggero filo percussivo sul tavolo… tra un bicchiere di chartreuse ed un a sigaretta.
In quel momento, mentre il giorno dopo io sarei dovuto andare a registrare le ultime parti di batteria, decidemmo di dedicare quel magico brano, il brano che ci lega ad una serata tutta nostra e stupenda, ad un caro amico, il Sammy, amico dal quale spesso e volentieri finivano e finiscono le nostre serate… nel suo cortile, tra un cocktail e l’altro… a cantare e suonare a squarciagola brani degli Ac-Dc e quant’altro… dopo una notte vissuta in nome del Rock n’ Roll!
Le nostre canzoni parlano di noi… e delle nostre storie!
Argomenti leggeri per qualcuno… argomenti incredibilmente importanti per altri!”

www.bipolarsluts.com

Il video ufficiale