Warning: include(/web/htdocs/www.taronews.it/home/wp-includes/metawp.php): failed to open stream: No such file or directory in /web/htdocs/www.taronews.it/home/wp-load.php on line 94

Warning: include(): Failed opening '/web/htdocs/www.taronews.it/home/wp-includes/metawp.php' for inclusion (include_path='.:/php5.5/lib/php') in /web/htdocs/www.taronews.it/home/wp-load.php on line 94
The Abbots Way 2012 – Taronews

The Abbots Way 2012

L’Italia si impone sul podio degli abati dell’Abbots Way. Sul gradino più alto dell’ultra trail più lungo d’Italia, infatti, sale, per la Tappa Unica, Stefano Ruzza, seguito da Ivan Geronazzo e Christian Schneider, trionfatore assoluto delle edizioni 2010 e 2011.

Pettorale numero 36, Stefano Ruzza, classe 1982, appartiene al team Atletica SanMarcoUS Acli di Varese e ha percorso 125 chilometri in Appennino, con 5500 metri di dislivello positivo, in 14 ore, 14 minuti e 29 secondi, con una media di 8,77 minuti al chilometro. A seguire Ruzza, Ivan Geronazzo, pettorale 119, classe 1971 dell’Asd Atletica San Rocco di Treviso, con 14 ore, 28 minuti e 3 secondi e una media di 8,64 minuti al chilometro; terzo posto per il trionfatore delle ultime due edizioni, lo svizzero Christian Schneider, pettorale 100 e classe 1978, con 14 ore, 38 minuti e 18 secondi e una media di 8,53 minuti al chilometro. Quarto posto per Gianluigi Ranieri, seguito daFabioGranzotto, Francesca Canepa, Enrico Bartolini, Paolo Rovera, Cinzia Bertasa, Katia Fori, Roberto Beretta, Stefano Alzani e Giancarlo Annovazzi. Nella sezione femminile, primo posto nella Tappa Unica per Francesca Canepa, pettorale 1, classe 1971, di Aosta, con 15 ore, 12 minuti e 41 secondi, con una media di 8,21 minuti al chilometro, seguita da Cinzia Bertasa, di Bergamo, pettorale 68 e classe 1974, del Team Tecnica, a pari merito con la parmense Katia Fori, pettorale 123, classe 1972, del Team Tecnica, con 16 ore, 46 minuti e 37 secondi e una media di 7,45 minuti al chilometro. Dopo di loro,ChiaraColonnello, Maria Ilaria Fossati, Francesca Nardi.

Nell’Express Team maschile, primo posto per l’Associazione polisportiva atletica Scandiano, composta da Roberto Rondoni, Giuseppe Pellacani, Daniele Palladino e Alen Sassi, con 10 ore, 52 minuti e 28 secondi, seguito dal team Michele Ferrari, Michele Sartori, Fabrizio Vignali e Roberto Mattioli in 11 ore, 23 minuti e 47 secondi. Terzo posto per il Gs Dilettantistico Italpose, in 12 ore, 45 minuti e 41 secondi, con Maurizio Milanesi, Stefano Palmini, Alberto Soprani e Massimo Sartori.

Nell’Express Team femminile primo posto per Kino Mana 1 con Cristina Medioli, Stefania Zarotti, Anna Bernazzoli e Sabrina Polito, in 17 ore, 36 minuti e 52 secondi, seguito da Atletica Casone Noceto 1, team composto da Morena Coruzzi, Francesca Granelli, Enrica Martinelli e Giorgia Frigeri, in 17 ore, 47 minuti e 4 secondi.

Nel Twin Team maschile primo posto per Massimiliano Mauri e Giacomo Cominotti in 16 ore, 46 minuti e 33 secondi, seguiti da Pietro Simonini eFilippoSechi del Kino Mana 1 in 17 ore, 35 minuti e 12 secondi. Terzo posto per l’Atletica Casone Noceto con Michele Pini e Vittorio Carloni in 19 ore, 40 minuti e 26 secondi. Nel Twin Team femminile la medaglia d’oro viene conquistata dal team Kino Mana 2 con Francesca Pria e Tiziana Barnaba, in 20 ore, 24 minuti e 39 secondi.

Nel Twin Team misto, infine, primo posto perLauraRicci e Antonio Musetti con 15 ore, 15 minuti e 1 secondo, seguiti da Michela Perazzi e Giuseppe Michelotti con 20 ore, 29 minuti e 16 secondi.

Nel complesso l’ultra trail, con oltre 300 partenti da Pontremoli sabato mattina, ha visto un percorso tipicamente appenninico, tra sassi, terra e fango, con un tempo sicuramente non clemente per gli abati in gara: pioggia e vento si sono alternati a freddo, nebbia e sole, tanto da obbligare gli organizzatori a bloccare l’accesso al Monte Lama per la notte di sabato.

Il vento e il freddo, però, non hanno bloccato gli amanti dell’ultra trail, tutti in marcia dalla Lunigiana verso ponte Gobbo, a Bobbio, lungo la Via degli Abati percorsa nel 613 da San Colombano, fondatore della città della Valtrebbia.

Fonte: Sabina Terzoni, ufficio stampa, sabinaterzoni@libero.it