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LILT Campagna Nastro Rosa Per La Prevenzione Oncologica Borgotaro 31-10-2015 – Taronews

LILT Campagna Nastro Rosa Per La Prevenzione Oncologica Borgotaro 31-10-2015

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Borgo Val di Taro PR
Museo delle Mura
Campagna Nastro Rosa, per la Prevenzione Oncologica
I Ragazzi dell’Istituto Zappa Fermi.
Il Vino Veritas?
Si rinnova un appuntamento.
Il tema sempre quello della prevenzione e, nello specifico, dell’abuso di bevande alcoliche.
Non facile parlare di questo tema tra i giovani, proprio perché è la popolazione giovanile quella più a rischio, quella più soggetta, secondo i dati, ad un recente fenomeno preoccupante come il binge drinking, una abbuffata alcolica da “consumare” in compagnia. Preoccupante.
Tu, adulto, proponi il progetto, e loro, i giovani dico, ti guardano con una iniziale diffidenza, con un qualche sospetto. Poi basta davvero poco per iniziare il cammino, insieme.

E la strada si colora delle loro esperienze, delle loro proposte, delle loro canzoni, delle loro immagini, delle loro luci. Gli adulti un po’ osservano, un po’ guidano, ma soprattutto parlano con loro, lavorano con loro, lasciando da parte, ma poi non tanto, per quelle ore, quella parte di programma che sortisce inaspettata da una poesia , da un canto, da un articolo di giornale, da una ricerca fatta su Internet. Poco importa se la poesia è quella del Novecento e non è nel programma di quest’anno. Sarà capitale didattico e umano messo da parte e tenuto in serbo.
E sono loro davvero protagonisti, perché non hanno paura di mettersi in gioco nel raccontare le loro storie, costruiscono metafore straordinarie in un rap o colorano immagini di un canto insieme che è meglio del bicchiere di troppo. Parlano, litigano, si confrontano sulla consapevolezza che ci si può divertire davvero anche in altro modo. Ci si può abbuffare, sì , ma di vita.
E lo fanno con quella forza e quell’energia che è solo la loro, fisiologica, di cui gli adulti si stupiscono e si meravigliano.

Gli adulti – insegnanti si accorgono poi, ma grazie anche alle esperienze pregresse, che quello che si sta facendo è “prova esperta” di educazione alla cittadinanza attiva, per i più svariati motivi e obiettivi raggiunti:
– l’interazione con il territorio
– l’organizzazione autonoma del proprio apprendimento ( molti hanno lavorato “da soli” e solo guidati dal docente)
– la capacità di comunicare il lavoro svolto con supporti diversi ( cartacei, informatici multimediali ) . E in questo campo è sorprendente come gli “esperti” siano loro e con sorprendente facilità
– il lavoro “in gruppo” , con la valorizzazione delle capacità e delle attitudini di ciascuno e la
attenzione alla alterità
– la capacità di collocare il lavoro all’interno delle discipline o dalle discipline ricavato e rielaborato.

La scuola serve anche a questo. Offrire delle opportunità ai giovani perché possano essere davvero cittadini attivi e consapevoli. Del proprio benessere, della propria salute, delle proprie scelte. Della propria vita.
Interviste


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