In memoria del partigiano Vitto

Visita del sindaco di Verbicaro (Cosenza), Felice Spingola, a Borgotaro, per commemorare la salma del concittadino Enrico Vincenzo, che negli anni della resistenza ha combattuto con i nostri partigiani per la libertà.

La registrazione dell’evento qui

“Durante i primi giorni di luglio il versante pontremolese dell’Appennino viene  occupato dai tedeschi che  si insediano in tutti i villaggi della Val verde.
Il Passo del Bratello è presidiato da un distaccamento di Facio al comando di Salvatore.
Impossibilitati a varcare il crinale e scendere nella Val taro, i tedeschi ed i fascisti si accaniscono contro la popolazione dell’alto Pontremolese.
Uccidono uomini civili sorpresi nei sentieri di montagna,  e nei villaggi:due  donne a Cà del Guelfo, cinque a Barracello, due a S, Lorenzo.
Il 6 luglio il distaccamento di Salvatore si ritira a Zeri lasciando indifeso il passo ed il loro posto viene occupato da un distaccamento di 30 uomini del Molinatico al comando di Igor che per due  giorni attende l’attacco tedesco.
L’8  Luglio  i tedeschi con un centinaio di uomini passano il crinale con l’obbiettivo  di occupare la  Stazione ed aprire l’imboccatura della  Galleria del Borgallo che i partigiani avevano ostruito.
Nelle  vicinanze di Cà del Guelfo avevano sorpreso Bozzia Gino << Guelfo >> ed Enrico Vincenzo << Vitto >>, due partigiani del gruppo di Igor mandati nei villaggi dell’alto pontremolese a cercar viveri.
I due, sorpresi, riescono ad asserragliarsi in una  casella e si difendono.
Il primo viene  ucciso in combattimento mentre il secondo, esaurite le  munizioni, si arrende, verrà fucilato successivamente nel corso dell’incursione.
I due corpi verranno ritrovati dopo settimane  orribilmente  mutilati.
I tedeschi raggiungono il passo attraverso i boschi avevano pio sorpreso il distaccamento del Molinatico che  era tuttavia  riuscito fortunosamente a sfuggire all’accerchiamento raggiungendo San Vincenzo.
Filtrata attraverso le difese  partigiane, la formazione tedesca, un corpo speciale antiguerriglia con tute mimetiche, scende di nascosto verso Borgotaro seguendo i sentieri tra i boschi alla destra del Tarodine. Nel loro cammino sorprendono un contadino, Granelli Vittorio, che  uccidono.
Appostati a san Vincenzo il distaccamento di Igor individua la colonna  tedesca ed inizia il combattimento.
Dato l’allarme, si chiedono rinforzi al Centocroci ed al Penna.
Ancora una  volta, Dragotte, Beretta, Bil si ritrovano  uniti a difendere Borgotaro.
Dapprima si spara  sulla  colonna dalla riva sinistra del tarodine.
Ormai finiti i boschi, i tedeschi si ritrovano allo scoperto.
Partendo dalla Pieve i partigiani risalgono verso Grifola e sbarrano la strada.
Accerchiati, i tedeschi sbandano per i boschi e molti verranno fatti prigionieri nei giorni successivi.
Un gruppo al comando di un capitano tedesco tenta di resistere nell’abitato sparando sui partigiani con un mortaio da 81.
L’assedio dura parecchie  ore, tra i tedeschi i morti sono 10.poco prima che  calino le  tenebre, in 26 si arrendono lasciando in mano ai partigiani tutto il loro armamento.
Il capitano tedesco, per non arrendersi, si uccide  sparandosi in bocca.”

Tratto dal libro di Giacomo Vietti L’Alta Valtaro nella Resistenza