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Commemorazione Passo Santa Donna – Taronews

Commemorazione Passo Santa Donna

Sul passo delle ombre filtrano attraverso la fitta nebbia, si fanno segnalazioni pensando si tratti di un gruppo di partigiani.
Improvvisamente la pattuglia tedesca apre il fuoco. I partigiani tentano inutilmente di reagire, il gelo ha inceppato le armi.
Le scariche falciano sette uomini della pattuglia avanzata e per la restante parte della formazione non rimane che la fuga lungo il canalone della Val Noveglia.
I partigiani sbandati, dispersi in piccoli gruppi, con una marcia di parecchie ore, riescono a salvarsi mentre sulla neve rimangono i corpi di Castagnoli Nino << Michele >>, Ferrai Gaspare >, Ferrai Guido << Guido >> Quotisti Gino << Manza >>, Tedaldi Armando << Bubba >>, Terroni Domenico << Gherry >> e Catinella Vittorio << Ratà >>.
Sono tutti borgotaresi ad eccezione di Ratà, un seminarista napoletano che deportato in Germania, dopo l’8 settembre ed arruolatosi nella Monterosa, era arrivato in Italia nell’agosto del’44, aveva disertato e si era unito ai partigiani.

Tratto dal libro di Giacomo Vietti
L’Alta Val Taro nella Resistenza