struttura della lettera ai romani pdf

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7:23), e che abita in me (v. 17,20), come un virus insidioso che ha preso possesso dei miei centri vitali. Ha suscitato un uomo nuovo, Cristo, e ci ha dato la sua vita. E quanto più responsabili sono oggi i cristiani che possiedono tutta la Parola di Dio! Dal capitolo 9 al capitolo 11, sarà considerato il fratello maggiore, ossia il popolo giudaico, i suoi privilegi naturali ed anche la sua gelosia. 3:22 non c’era differenza davanti al peccato; tutti erano colpevoli. Conoscendo in anticipo la sorte dei perduti, perché li ha creati? Questo è il potere della sola Parola di Dio e l’autorità dell’evangelo, «potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente» (v. 16). Invece sono pienamente responsabile se esiste un cartello: Vietato toccare. Così lo Spirito di Dio, simile al procuratore in un tribunale, fa leggere davanti a questo accusato giudeo tutta una serie di versetti irrefutabili tratti dalle Sue Scritture (v. 10-18). La firma di una persona che rispettiamo ha per noi più valore di quella d’uno sconosciuto e garantisce i suoi impegni. Dinanzi al tribunale di Dio ogni bocca è ora chiusa. Per illustrare la posizione d’Israele e quella delle altre nazioni, l’apostolo si serve dell’immagine d’un ulivo domestico che rappresenta il popolo giudaico. Liberi... non di fare la nostra volontà: significherebbe rimetterci sotto la vecchia schiavitù! 2:17), mentre questa rendeva testimonianza contro di loro. Al contrario! Un motivo essenziale per essere fedeli e rianimare i nostri cuori è dato dal fatto che «viene la mattina» (Isaia 21:12). Sì, la giustizia di Dio è soddisfatta perché un crimine non può essere messo in conto una seconda volta. Inoltre, fu solo con Agostino che il Esaù, per esempio, essendo profano, benché fratello gemello di Giacobbe, non ha potuto ereditare la benedizione. Ora desidera guardare a … Ma, condizione indispensabile per un servizio utile, è pieno d’amore per loro e, prima di tutto, per Colui che sta per annunciare: Gesù Cristo. 3:27), i v. 9 e 10 ricordano che il patriarca Abramo ha ricevuto la giustizia per fede prima del segno della circoncisione (Genesi 15:6; 17:24). Non tutti i discendenti d’Abramo erano d’altronde figli della promessa. La prova è data dal fatto che persino Abramo (v. 3) e Davide (v. 6), che incontestabilmente avrebbero avuto il diritto di stare in cima a questa scala delle opere, non se ne sono serviti per essere giustificati davanti a Dio. In realtà, tutti i vizi sono in germe nel nostro cuore. consideriamo i v. 30 e 31 ed esaminiamoci. Da sempre il Signore si è riservato un residuo fedele che rifiuta di piegarsi di fronte agli idoli del mondo. Quando giudichiamo gli altri (v. 1), diamo prova di saper riconoscere molto bene il male; mostriamo dunque di avere una coscienza. Tutti gli uomini hanno una coscienza (Genesi 3:22); nella sua bontà, Dio se ne serve per spingerli al pentimento (v. 4), ma non li autorizza affatto ad usarla per giudicare il loro prossimo. Su questa terra, infangata dal peccato, regnano l’ingiustizia, la sofferenza e la paura. Nei versetti da 1 a 8 si trattava del nostro servizio per Dio; i versetti da 9 a 16 enumerano principalmente i nostri doveri nei confronti dei nostri fratelli, mentre dal versetto 17 al versetto 21 è considerata la nostra responsabilità nei riguardi di tutti gli uomini. Egli si presenta a testa alta. Già ai tempi d’Elia, quel profeta si sbagliava pensando che l’intero popolo avesse abbandonato l’Eterno. NOTE INTRODUTTIVE Quando scrive ai Romani, Paolo ha compiuto larga parte della sua attività apostolica. I capitoli da 12 a 15 descrivono ciò che Egli si aspetta ora da parte nostra. La legge è dunque una cosa cattiva, dal momento che Dio ha dovuto proteggermi contro il suo rigore? progetto di Dio. Tuttavia i diversi servizi posti davanti a noi, benevolenza, ospitalità (v. 13) ecc... devono riassumersi tutti nell’espressione «servendo il Signore» (e non la nostra reputazione). Ma, allo stesso tempo, questa scritta suggerirà a molti visitatori la voglia di avanzare la mano verso gli oggetti esposti, poiché la nostra natura ci spinge ad infrangere ogni regola per affermare la nostra indipendenza. «Così non sia!» esclama nuovamente l’apostolo (v. 7). Ma allora Dio smetterebbe di essere giusto e rinnegherebbe Se stesso (2 Timoteo 2:13). Tutti noi ne facciamo parte nel tempo presente (v. 5). Ho imparato che ora non c’è più condanna per me: sono in Cristo Gesù, posizione di perfetta sicurezza. Se siamo liberi, è per servire Dio ed ubbidirgli di cuore (v. 17; 2 Corinzi 10:5), come quel giovane schiavo, riscattato un giorno a un padrone crudele da un viaggiatore compassionevole, che invece d’andare a vivere la sua vita, chiese di non lasciare il suo benefattore; tutto il suo desiderio era di servirlo da quel momento in poi! Ma Dio, nella sua saggezza, non glielo aveva permesso, perché questa capitale del mondo antico non doveva diventare il centro della sua opera. Rischia dunque di perdere la salvezza? Quante imprese, spesso generose e sincere, sono destinate al fallimento perché sono «senza conoscenza»! Un tale spiegamento dei consigli eterni di Dio lascia il riscattato senza parole. I saluti in Cristo contribuiscono a rafforzare i legami della comunione fraterna. Il cap. Finché dura la notte morale di questo mondo, il credente è invitato a rivestire «le armi della luce» (v. 12; Efesini 6:13...), a rivestirsi del Signore Gesù Cristo stesso (v. 14), cioè a renderlo visibile, come un abito senza macchia. I versetti da 6 a 8 enumerano alcuni doni della grazia: profezia, servizio nell’assemblea, insegnamento, esortazione, amministrazione, guida del gregge... Tutte queste attività, direte voi, non mi riguardano: sono per dei cristiani che abbiano l’età adatta e l’esperienza. Il versetto 11 ci esorta all’attività. Ma per chi continua a vivere sulla terra, si pone ormai un doloroso problema: egli ha ancora in sé la vecchia natura, «il peccato», che riesce a produrre solo dei frutti corrotti. Così, le nazioni non avevano alcun diritto d’origine; Israele aveva perso il suo; tutti erano nello stesso irrimediabile stato, senza altra risorsa che la misericordia divina. al momento della conversione, queste stesse membra cambiano proprietario. Non c’è nulla di più importante per l’uomo della sua libertà. Dio è per lui; quale nemico si azzarderebbe ancora a toccarlo? Per questo il v. 15 mi offre l’argomento decisivo: questo fratello è «colui per il quale Cristo è morto». Uno solo ha il diritto di giudicare: Gesù Cristo (v. 16; Giovanni 5:22; Atti 10:42). v. 21; 1 Pietro 4:3), aver lavorato per Satana, l’impostore pronto a negoziare un tragico salario: la morte, che Cristo ha subito al nostro posto (v. 23). Sono esortato ad astenermi da ciò che potrebbe distruggere (il contrario di edificare) un altro credente. — esclama quest’uomo — invece di migliorare mi sento ogni giorno più cattivo. Per essere salvati, bisogna cominciare col riconoscersi colpevoli, ossia dichiararsi d’accordo con la sentenza divina pronunciata nel capitolo precedente. Ebbene! Oltre all’avvertimento di non scandalizzarli, troviamo alcune esplicite raccomandazioni: Sottolineiamo gli attributi dati in questo capitolo 15 all’«Iddio, il Padre del nostro Signore Gesù Cristo» (v. 6). Ma Dio non ha cercato di migliorare la discendenza di Adamo. L’apostolo si mette al posto d’un simile credente (se non fosse tale, da un lato non dovrebbe affrontare queste lotte, dall’altro non troverebbe il suo piacere nella legge di Dio; v. 22), e ci dipinge la sua disperazione. Ed inoltre, cosa paradossale!, egli può trovare della gioia nelle tribolazioni presenti. l’ultima elencata, in ogni caso, è per voi, chiunque siate e qualunque sia la vostra età: «Chi fa opere pietose (cioè opere dettate dal timore di Dio) le faccia con allegrezza» (2 Corinzi 9:7). Ora siamo in Cristo Gesù, e camminiamo «secondo lo Spirito» (v. 4).

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