rebecca, la prima moglie libro film

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I due devono essere puniti con la distruzione del castello. Max appare agli altri innamoratissimo di Rebecca, inconsolabile per la sua perdita: egli in realtà odia Rebecca ed è tormentato dal senso di colpa. Il film è stato distribuito in Italia anche con i titoli La prima moglie (Rebecca) e Rebecca . Questa è dunque la ricostruzione esatta della morte di Rebecca; un diabolico piano architettato unicamente dalla donna, con un suicidio mascherato da omicidio. [3] Questa interpretazione è stata ripresa più volte dai critici successivi. Soprattutto nelle sequenze girate dentro il castello di Manderley il lavoro della cinepresa contribuisce, insieme alla sceneggiatura, a esprimere il senso d'inadeguatezza della protagonista. Montecarlo e la favola di Cenerentola fra ombre e luci, 3. L'incontro casuale con l'affascinante signore vedovo trasforma la sua vita in una favola: da dama di compagnia a castellana di Manderley. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 4 nov 2020 alle 21:44. Convinta di fare una sorpresa gradita a Max e, consigliata malignamente dalla Danvers, sceglie come costume l'abito dell'ava Lady Carolina De Winter, lo stesso indossato l'anno prima da Rebecca. Rebecca - La prima moglie ( Rebecca) è un film del 1940 diretto da Alfred Hitchcock, tratto dal romanzo Rebecca, la prima moglie di Daphne du Maurier, vincitore di due Premi Oscar, tra cui quello per il miglior film. Uno dei tratti salienti dell'opera che è stato mantenuto nella trasposizione della pellicola è il fatto che il personaggio centrale della giovane de Winter, interpretata da Joan Fontaine, non ha un nome, e questo ne enfatizza il contrasto con la signora de Winter, l'unica possibile per Miss Danvers. Da questo momento sarà lei a sostenere il marito. Durante il processo Massimo ribadisce che la morte di Rebecca fu una disgrazia, ma il colonnello Julyan incaricato dell'indagine vuole approfondire le circostanze della morte della donna chiamando dei testimoni. Nel 2008 la RAI ha realizzato una versione diretta da Riccardo Milani e interpretata da Cristiana Capotondi, Alessio Boni e Mariangela Melato. Lo spettatore è trasportato in un'atmosfera incantata. Al primo incontro Max pare voler uccidersi: in realtà sta ricordando il suo primo impulso omicida nei confronti di Rebecca, la prima moglie. Fin dal prologo il regista accende la curiosità dello spettatore sul misterioso castello del sogno: che cosa è accaduto in quel luogo? Presenta una figura di donna alla ricerca della propria identità, che conquista faticosamente, sottraendosi alla dipendenza ed alla conflittualità con le altre tre figure femminili: Mrs. Van Hopper, Mrs. Danvers e Rebecca. Un giorno un vascello affonda casualmente, cozzando su insidiosi scogli, davanti al castello di Manderley. Rebecca - La prima moglie (Rebecca) è un film del 1940 diretto da Alfred Hitchcock, tratto dal romanzo Rebecca, la prima moglie di Daphne du Maurier, vincitore di due Premi Oscar, tra cui quello per il miglior film. Il film, che venne scelto come film di apertura al primo Festival internazionale del cinema di Berlino nel 1951, ebbe un grande successo di pubblico e di critica, come dimostrano i riconoscimenti ottenuti. Hitchcock racconta una storia filtrata dalla soggettività della persona che la vive. Infatti, un giorno in cui i due erano nel capanno di famiglia, sul mare, dove abitualmente la donna incontrava i suoi numerosi amanti, lei gli aveva annunciato d'essere incinta di un altro e il marito, in uno scatto d'ira, l'aveva spinta, facendola cadere. Rebecca era morta accidentalmente di fronte a lui. Durante le ispezioni si scopre che il corpo della donna è ancora nel relitto in una cabina chiusa, che le paratie sono state sfondate dall'interno e che le valvole di sicurezza sono state aperte, in un evidente tentativo di danneggiare e far affondare lo yacht. [7] «Un giallo fiabesco, moderno ed inquietante» lo definiscono Éric Rohmer e Claude Chabrol. L'episodio culminante è il ballo mascherato e lo sventurato travestimento. Hitchcock ebbe a dichiarare: «il film è la storia di una casa; si può dire che la casa è uno dei tre personaggi principali del film».[8]. I corridoi, le finestre, le scale, i saloni sono inquadrati dalla cinepresa in modo che appaiano un labirinto in cui «...la bella intrusa sembra bloccata, schiacciata, incarcerata dai numerosi primissimi piani che popolano il film di dettagli, di particolari, di sguardi.»[13], Hitchcock tornò sul tema del condizionamento del passato e del complesso di colpa nel 1949 con Il peccato di Lady Considine (Under Capricorn) e nel 1958 con La donna che visse due volte (Vertigo). Rebecca era incinta dell'amante, l'aveva raccontato a Max e intendeva lasciarlo; egli l'ha intenzionalmente uccisa per evitare lo scandalo. Da stralci di conversazioni, carpiti qua e là, emerge un ritratto ideale e irraggiungibile della prima moglie. Giganteggia soprattutto nell'immaginario della protagonista, ossessionata dal suo senso di inadeguatezza e dalla paura di non essere amata. François Truffaut, nella celebre e fondamentale intervista fatta al regista, afferma: «... è il primo dei suoi film che faccia pensare a una fiaba» e che «... la storia di Rebecca è molto simile a quella di Cenerentola». I palombari, chiamati per il recupero degli oggetti del vascello, trovano accanto a questo il relitto dello yacht affondato di Rebecca. Nella parte della signora Danvers, la spietata e folle governante, fu scelta Judith Anderson: gelida, rigida, un viso senza espressione, l'attrice riesce a trasformarsi in una presenza terrificante. Massimo e la nuova moglie, giovane, timorosa e ingenua, giungono al castello, dove la governante, la signora Danvers, una donna dal volto duro e inquietante, nutre ancora un'ammirazione incondizionata nei confronti della precedente datrice di lavoro e il ricordo ossessionante di lei conduce la nuova moglie alla gelosia e all'esasperazione.

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