pranziamo insieme de filippo

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(saluti) Sono felice di vedervi. EUGENIO – Come vuoi, caro. Mia madre gli voleva un gran bene e spesse volte l’invitava a passare qualche settimana con noi. EUGENIO – (c.s.) EUGENIO – Serviti intanto. Se crede, vado via e poi ritorno. (osserva una carta topografica) Poi andremo allo Zoo, poi a Piazza San Pietro. EUGENIO – Tu cosa c’entri? Ma Vittorina adora le rose. GIOVANNI – (entrando) Il pranzo è servito. Andiamo? EUGENIO – Comunque chiudo le imposte. Ti piace, dottore, l’abito che ho fatto indossare a Vittorina per onorare gli ospiti? FEDERICO – (guarda l’orologio) Sarà mancata la corrente! (si alza ed esce mentre dice) Mi scusino. FEDERICO – Solo questo. GIOVANNI – Calma, calma, un momento. FEDERICO – Eugenio, scusaci… vorremmo andar via. che pur essendo stata in pericolo di essere travolta in una pericolosa caduta, era giunta per prima al traguardo e, fiera, stringeva in una mano la bandiera della vittoria. MARGHERITA – Ci mancherebbe che tu non ne avessi. EUGENIO – (girandosi sulla sua destra) Prego, cara? Di P. De Filippo, regia di S. Tixon, con O. Sigillo, A. Capeci, L. Bonifazi, A. Giovanni, telefona a casa e avverti la marchesa che tra poco saremo da lei. Per me tutto ciò che dici sta sempre bene… (guarda con intenzione il dottore il quale non approva questa premessa inopportuna). Il dottore assume un contegno disinvolto, ma attento. (ride) Si tratta della vecchia governante di Eugenio. Una giornata splendente. FEDERICO – Che strano. Dopo poco dirà a Federico) Non balli? Si sta vestendo. (siede e fuma tranquillo). EUGENIO – (parlando alla sua destra) Questi, Vittorina, è il mio più caro amico d’infanzia. Per me è tardi. Si è emozionata. MARGHERITA – Se Federico muore per le mani di quel pazzo, farò voto di rimanere vedova per tutta la vita. (come se facesse sedere qualcuno). (Giovanni esce). Sai bene che il marchese tiene moltissimo a queste cose e tu…. Poi faremo un bel bagno… poi usciremo e andremo dove vuoi tu. (si ferma). Mi prende per davvero! EUGENIO – (a Federico) Figurati quando, di corsa, nell’avvicinarmi al gruppo per assicurarmi sulla sorte di quelli che erano stati travolti, vedo Vittorina trasportata a braccia… (a Federico) che pur essendo stata in pericolo di essere travolta in una pericolosa caduta, era giunta per prima al traguardo e, fiera, stringeva in una mano la bandiera della vittoria. Ecco l’acqua. Si è sentita male. Ho detto: felicissima. FEDERICO – E va bene… (il disco trasmette un motivo ballabile). Insomma, fu una manifestazione sportiva… Una corsa ciclistica e noi eravamo in treno…, EUGENIO – Anche noi ci incontrammo la prima volta ad una manifestazione sportiva. Chiamalo Eugenio. Siamo stati in collegio insieme. Margherita, che significa ciò? È affetta da una forma abbastanza grave di psiconevrosi, ormai inguaribile. Lei vi abitava con i suoi genitori. DOTTORE – Mi ha accennato qualcosa la cara Vittorina. EUGENIO – Ottimamente. Mi viene. (Federico e Margherita siedono impacciatissimi) Ti piace, dottore, l’abito che ho fatto indossare a Vittorina per onorare gli ospiti? FEDERICO – (al dottore) Adesso che debbo fare? FEDERICO – E dicevi che saresti rimasto scapolo. Nessuna stella era più bella e brillante di lei. (balla con Margherita), EUGENIO – (dopo qualche giro, con tono galante e smettendo di ballare dirà) Adesso cambieremo dama. EUGENIO – Passiamo di là, allora. (ed esce), FEDERICO – Ci hanno lasciati soli con la defunta. EUGENIO – Consulta un bravo medico. (si agita) Sei sempre il solito confusionario, l’eterno distratto. Qui ce ne sono. MARGHERITA – (con voce debole) Lietissima. Translate text from any application or website in just one click. Sono felice quando c’è qualcuno. Ho un diploma di ragioniere e se ti capitasse di farmi occupare nel tuo stabilimento mi farebbe piacere. FEDERICO – (con voce debole) Chi si governa il suo cavallo non è chiamato mozzo di stalla. FEDERICO – Cleonte aveva ragione, allora! Giusto c’è la camera verde a fianco di quella di Matilde, la nostra governante. MATILDE, governante del marchese. Sei desiderato al telefono. DOTTORE – Si, caro. Avrà pensato: “Dove monto?” Che pretese questi pazzi! FEDERICO – Siamo in viaggio di nozze. Verrà tra poco. Se gli salta in mente di paracadutarmi quello è capace di portarmi in terrazzo e di mollarmi giù. (le offre l’acqua come nella scena precedente). (singhiozza), FEDERICO – (a Eugenio) Vedi? È una pioggia dolorosa: è il pianto del cielo. Si tratta di pazientare soltanto un pochino. Non toccate niente! FEDERICO – Si sveglia, si gira dall’altra parte, si riaddormenta e crede di essere andato in fabbrica. Federico e Margherita fingono di ascoltare qualcuno che comincia a parlare. FEDERICO – (confuso) Sì… ballo. De Filippo was born in Naples, brother of actor and dramatist Eduardo De Filippo and of Titina De Filippo. Siamo a Roma, nella più bella città del mondo, la più antica, la più interessante, ci siamo venuti apposta per visitarla, e te ne vuoi stare sempre in albergo. Please report examples to be edited or not to be displayed. Al segnale, i cavalli si lanciarono come demoni scatenati. GIOVANNI – Fatti forza, ti ha detto il dottore. FEDERICO – (vedendo Eugenio) Eugenio? (intanto Giovanni sta servendo il pranzo). (lancia un forte strillo e cade di peso sulla sedia che le sta dietro), GIOVANNI – (soccorrendola) Matilde? Mi credi davvero un pauroso? Elegante e semplice nel contempo. Naturalmente, in particolar modo, in omaggio alla nostra cara amicizia. De Filippo was born in Naples, brother of actor and dramatist Eduardo De Filippo and of Titina De Filippo. MARGHERITA – Ah… già una volta ha corso questo grave pericolo la marchesa? Eccola. Lorem Ipsum has been Federico a capo del tavolo a sinistra e il dottore a quello di destra). DOTTORE – Ho voluto avvertirvi. È un malato calmo, altrimenti non potrebbe vivere come una persona normale. (e balla fingendo di avere per dama la marchesa. EUGENIO – Sono stato un mese lontano da casa appunto per trattare degli affari: acquisto di materie prime, di personale specializzato. MARGHERITA – Accidenti a lei! Ho detto: felicissima. EUGENIO – Vittorina ne sarà felicissima. DOTTORE – Non se ne accorge proprio. Sai, dottore, che sono stato un mese in giro per affari? È desiderato al telefono, signor Marchese. Fu un miracolo se non ci rimise la pelle. MATILDE – Intanto mi prende nei momenti meno adatti. Non toccate niente! EUGENIO – Bene, bene. (tutti si mettono in piedi intorno alla tavola. Pranziamo insieme ? (mostra il vaso con i fiori) Lo mettiamo qui. Sempre bella e gentile, attraente e delicata come un fiore. signora e il dottor Cipriani. A Castiglioncello ci fu una corsa di treni…. Ma ci guidò una provvidenziale e prudente ispirazione. Si è emozionata. DOTTORE – Ti accompagno. Volevo dirti: buone notizie per il tuo impiego in fabbrica. Udremo come ora il fruscio del lento suo cadere? Eravamo due birbe, come si dice! Rude or colloquial translations are usually marked in red or orange. Era l’ammirazione dei suoi rivali. Ormai qui nessuno ci fa caso. EUGENIO – Un po’ di ballo? La terra sotto i nostri piedi odorava di sole. He made his stage debut at the age of six. (ride) Fiorellini rosa. È un posto di grande lucro, sai? Ad un amore così profondo una pausa, un intervallo è necessario, così il desiderio di amarsi, di volersi bene si accenderà più vivo. FEDERICO – Perbacco! MATILDE – Un momento. (Restano in. Una meraviglia di tecnica. They are not selected or validated by us and can contain inappropriate terms or ideas. Eravamo tutti con i giubbetti colorati: chi rosso, chi verde, chi rosa. (si avvicina a Margherita) Prego, signora? DOTTORE – Sono piogge primaverili: è aprile. Margherita comincia a singhiozzare} prima leggermente, poi più forte, e mentre Giovanni entra col caffè, cala la tela). Come se nulla avvenisse. GIOVANNI – Infatti abbiamo ancora un quarto d’ora. Ad una parete, un grande quadro ad olio raffigurante una bellissima donna in abito da sera. (breve pausa) Grazie. DOTTORE – Quanto tempo è stato fuori il marchese? EUGENIO – (entrando con un mazzetto di fiorellini rosa tra le mani) Ecco i fiori. Beh! EUGENIO – (continuando) …ed essa era lì: tra cielo e terra. Il padre, il marchese Edoardo, morì al manicomio. (Matilde esce) Senti, Federico… (come non ricordando) …ti chiami Federico, no? Cadrà un giorno anche sulle nostre tombe fredde. DOTTORE – (presentandosi) Dottor Cipriani. (li prende e li porta via). FEDERICO – Che bravo amico! Tavolo con candelieri al centro, candele spente da accendere, poltrone e grande lampadario acceso. (esce). (Come se accompagnasse la sua dama si sposta verso il lato destro della scena) Siedi, cara. IL MARCHESE EUGENIO VIGLIAROTTI. Cadrà un giorno anche sulle nostre tombe fredde. FEDERICO – (c.s.) Scendiamo insieme poi. Balla, suona, canta, vive insomma. Le bestie fremevano. DOTTORE – Vittorina è sempre d’accordo con te. Ora va bene, ti accontento e andremo a visitare il Colosseo, poi ritorneremo in albergo a riposare! Il rumore del suo precipitare è lieve e monotono. (agli altri che sono rimasti in piedi meno il dottore) Vi prego. Sono tutti e due in abito da sera). Ti dispiace? Un amore come il nostro, così vasto e forte, non può durare in una continuità eguale e tranquilla. (Giovanni esce). (dall’interno giunge la voce di Giovanni che soccorre Matilde).

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