matrimonio mistico di santa caterina da siena

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La donna è appoggiata ad un mobiletto, sopra al quale sono collocati altri attributi iconografici con cui Caterina è spesso rappresentata, il Crocifisso ed il teschio, memento mori. 369-373, in particolare p. 369 per l’iniziale formazione presso il Salimbeni e poi presso il Passarotti. 349-350. Sposalizio mistico di Santa Caterina da Siena, inizio secolo XVII, olio su tela, Francesco Vanni. In esse se il cambiamento iconografico coinvolge anche gli attributi della santa, come la corona di spine al posto della semplice aureola e le stimmate visibili, la soluzione formale con cui è ritratta Caterina continua ad essere la stessa della pala del Refugio. In basso sono invece ripresi a destra il re Davide mentre suona la sua arpa e a sinistra una donna dormiente, la romana Semia[4]. MATRIMONIO MISTICO DI SANTA CATERINA – Baccio della Porta. 29, 37 n. 22. 137-139, fig. Nel 1514 Fra Bartolomeo fece un breve viaggio a Roma, dove rimase impressionato dalla forza e monumentalità delle opere di Michelangelo. Per un excursus approfondito sull’iconografia di santa Caterina da Siena si veda il volume ad essa completamente dedicato di Lidia Bianchi e Diega Giunta (1988). Essi sono rappresentati con alcuni dei loro tipici attributi iconografici, ovvero le Lettere scritte dall’Apostolo delle Genti, il giglio bianco tenuto in mano dal fondatore dell’ordine domenicano, e il calice da cui esce un serpente e il Vangelo di Giovanni. Bene in vista sullo scalino inferiore è posto il giglio bianco, tradizionale attributo iconografico di Caterina, simbolo della sua purezza. [4] Nella Legenda Maior si narra come questa donna romana, devota a Caterina, la notte in cui ella morì, la sognò mentre veniva accolta in gloria nel regno dei cieli. 900, 906). Anche la santa alessandrina, colta nel momento dello scambio dell’anello, è inginocchiata al fianco della Vergine, che, con sguardo amorevole, la dona in sposa al figlio, stavolta non adulto ma bambino, come vuole la consolidata tradizione iconografica di questa più antica santa. Per l’episodio si veda il testo nella moderna versione italiana: S. Caterina da Siena 1934, par. Il Matrimonio mistico di santa Caterina da Siena e santi (o Pala Pitti) è un dipinto a olio su tavola (356x270 cm) di Fra Bartolomeo, firmato e datato 1512, e conservato nella Galleria Palatina di Firenze. Evidenti sono le ampie campiture di colore che sono tra le caratteristiche più tipiche dello stile di Fra Bartolomeo, unite alla monumentalità dei personaggi e all'atmosfera solenne e pacata, dove i movimenti appaiono rallentati. Donna straordinaria, Dottore della Chiesa, patrona d'Italia e poi d'EWuropas è meno amata dai pittori, forse perchè il suo sobrio abito domenicano si prestava meno ai virtuosismi del pennello rispetto alle sete e ai velluti indossati dalla sua omonima, la santa principessa. Nel 1499 Gerozzo Dini commissionò al pittore l’affresco raffigurante il “Giudizio universale”, per una cappella nel chiostro di Santa Maria Nuova, terminato poi da Mariotto nel 1501. Della grande opera per la Chiesa senese, come indica Alessandro Bagnoli, il Vanni ripete invece fedelmente il gruppo centrale in una tela firmata di piccole dimensioni, segnalata in una foto della Witt Library di Londra come di proprietà della Contessa Bontour[18]. La seconda Caterina è quella da Siena, che si festeggia il 29 aprile. [8] Cartotti Oddasso 1962, pp. Sicuramente il Vanni si trovava a Roma intorno al 1583, quando Caterina Vannini era entrata in convento, come testimonia lui stesso nel processo di beatificazione della donna; per la notizia rimando a Ciampolini (2010, III, pp. Il dipinto fu scelto da Luigi de Angelis nel 1812 per far parte della collezione della futura Galleria di Belle Arti di Siena, che sarebbe confluita nell’odierna Pinacoteca Nazionale; a tal proposito si veda: de Angelis 1812, p. 211. Francesco Vanni, Il matrimonio mistico di Santa Caterina, Siena – Chiesa di S. Raimondo al Refugio La festa liturgica di santa Caterina da Siena si celebra il 29 aprile. Per l’episodio di veda: S. Caterina da Siena 1994, par. 209-210) riferisce che Francesco Vanni si era recato a Roma a 16 anni, subito dopo la morte del patrigno Arcangelo avvenuta nel 1580. Il padre, consigliato da Benedetto da Majano, aveva messo Baccio nella bottega di Cosimo Rosselli ad imparare la pittura…, qui il giovane fu condiscepolo di Piero di Cosimo e Mariotto Albertinelli. A Raffaello si rifà anche la disposizione semicircolare dei santi attorno al trono di Maria, ben tredici, che esplorano la spazialità disponibile. 114-115. 58, 60. National Maritime Museum, ... Apri un sito e guadagna con Altervista - Disclaimer - Segnala abuso - Privacy Policy - Personalizza tracciamento pubblicitario. E Francesco Vanni è stato il pittore che più di tutti in questo periodo ha contribuito con le sue molteplici rappresentazioni della santa alla sua nuova interpretazione iconografica[10]. Il “Matrimonio Mistico di Santa Caterina circondata da altri Santi” è una tavola di grande impianto monumentale. Spiccano ai lati due santi dalle figure solenni e maestose, ispirate a Michelangelo: san Giorgio e san Bartolomeo. Caterina di Siena watercolour after GA Bazzi, in mahogany frame with glass. A soli 16 anni fece domanda di entrare nel Terz’Ordine dei Predicatori, fra le Mantellate, il cui nome derivava dal lungo mantello nero che ricopriva l’abito bianco. L’anno precedente Baccio e Mariotto, sotto l’influenza savonaroliana, decisero di abbandonare la pittura per entrare come novizi nel convento di San Domenico di Prato. [1] La tela è segnalata nella Chiesa di San Raimondo al Refugio da tutti gli eruditi senesi a partire da Fabio Chigi: Chigi 1625-26, p. 314; Ugurgieri Azzolini 1649, II, p. 370; Gigli 1723, I, p. 32; Pecci 1752, p. 96, Pecci 1761, p. 113; Della Valle 1782-1786, III, p. 348; Faluschi 1784, p. 136; Faluschi 1815, p. 117, Romagnoli ante 1835, VIII, pp. Un documento del 5 gennaio 1513 (che secondo il sistema ab incarnatione era ancora il 1512) riporta come a quella data la pala dovesse ancora essere installata in chiesa. Ti preghiamo di cliccare il pulsante a fianco per accettarne l'utilizzo, Fondazione Conservatori Riuniti Via del Refugio, 4 - 53100 Siena (SI) - Italia - C.F. [19] Per il pagamento dell’opera si veda: Romagnoli ante 1835, VIII, pp. Fra Bartolomeo mise di nuovo mano al soggetto, destinato all'altare di santa Caterina nella chiesa di San Marco, aggiornando lo schema iniziale e rendendolo ancora più monumentale, facendone un vero e proprio capolavoro. 42-45, 46, n. 28-32, 34; J. Marciari in Francesco Vanni 2013, pp. La scena è ambientata entro la nicchia di una chiesa e sotto una tenda retta da angeli, imitante la Madonna del Baldacchino di Raffaello. Il contenuto è disponibile in base alla licenza, Ultima modifica il 24 gen 2020 alle 16:28, Matrimonio mistico di santa Caterina da Siena e santi, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pala_Pitti&oldid=110344080, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Il 29 aprile del 1461 Pio II Piccolomini promulgava la bolla di canonizzazione della sua concittadina, che fu eletta subito dopo patrona di Siena e che nel XX secolo è diventata patrona prima d’Italia e poi d’Europa. 16-19. La “Visione di San Bernardo” per la cappella di Bernardo del Bianco alla Badia Fiorentina segna il ritorno nel 1504 di Baccio all’attività pittorica. 1035-1044. [20] Occhioni 2014, pp. della mostra a cura di don Alessio Geretti, Comitato di San Floriano, Tolmezzo, 2017, pp. 80000110520, Sposalizio mistico di Santa Caterina da Siena. MATRIMONIO MISTICO DI SANTA CATERINA (1511) Fra Bartolomeo (Baccio della Porta) Pittore italiano (1475-1517) Museo del Louvre a Parigi Tavola cm. Nato intorno al 1475 a Savignano vicino Firenze, Bartolomeo era figlio di Jacopo del Fattorino. Probabilmente Fra Bartolomeo vi lavorò da solo, poco prima o appena dopo lo scioglimento del sodalizio con Mariotto Albertinelli. Fu grazie alla sua opera di convincimento che Gregorio IX nel 1376 partì alla volta dell’Italia, decretando la fine della cattività avignonese del papato. [6] Francesco Vanni aveva infatti già dipinto nel 1591 una veduta della città di Siena nella pala d’altare con il Beato Ambrogio Sansedoni che intercede per Siena di fronte alla Vergine, al Redentore e a san Bartolomeo, conservata dal 1791 nella Chiesa di Santa Maria in Portico a Fontegiusta. Non riuscendo cioè a contenere l’inusitato diletto, si nascose, si chiuse in una camera appartata. Santa Caterina da Siena, al secolo Caterina Benincasa, nacque secondo la tradizione nel rione di Fontebranda il 25 marzo del 1347, manifestando fin da bambina una spiccata tendenza alla vita religiosa. Se infatti nelle rappresentazioni cronologicamente antecedenti Caterina fa “«atto di presenza», doverosa, ma in fondo iconica”[9] venendo semplicemente raffigurata con i suoi attributi peculiari (libro, corona di spine, giglio bianco) da sola o con altri santi, è nella pittura della Controriforma che vengono illustrate le vicende della sua vita: le sue visioni mistiche, le sue estasi, la sua attività di messaggera religiosa e di predicatrice.

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