luigi xiv mazzarino

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Il M., che preferiva alloggiare nelle residenze reali (Louvre, Vincennes), utilizzò questo palazzo per sistemarvi le sue numerose, ricchissime collezioni di quadri, di antichità e di pietre preziose (tra cui i famosi mazarins, diciotto diamanti del valore di circa due milioni di libbre, tra i quali il Sancy e il Miroir de Portugal), oltre alla sua biblioteca. 131-145; A. Chéruel, Histoire de France pendant le ministère de Mazarin, I-III, Paris 1882; A. Bazzoni, Un nunzio straordinario alla corte di Francia nel secolo XVII, Firenze 1882; G.-J. Laura Martinozzi sposò nel 1655 Alfonso IV d’Este, duca di Modena, e fu la madre, tra l’altro, di Maria Beatrice Eleonora (1658-1718), che nel 1673 sposò Giacomo II Stuart e fu regina d’Inghilterra dal 1685 al 1688; Anna Maria (1637-72) sposò nel 1654 Armand de Bourbon Condé, principe di Conti (1629-66). 311 s.; G. Charvin, Colbert, intendant des abbayes de Mazarin, in Revue Mabillon, XXXVI (1946), pp. Il M. morì nel castello di Vincennes il 9 marzo 1661. 1639 lasciò la città, dove non avrebbe più fatto ritorno. 41-143 conserva le lettere del M. con la famiglia e con i suoi agenti a Roma. Il Primo Ministro seguì in prima persona tutte le fasi che portarono poi alla ratifica del trattato, accusando durante questo periodo problemi di salute sempre più gravi; egli era infatti affetto da nefrite, una malattia dei reni. I Bufalini erano originari di Città di Castello; la madre di Ortensia, Diana, apparteneva alla famiglia romana dei Mancini. Il punto più importante di tutto il trattato fu però il matrimonio combinato tra il re Luigi XIV e Maria Teresa d'Austria, principessa di Spagna e figlia del re Filippo IV. In quegli anni infatti la politica accentratrice e la forte pressione fiscale imposta dal governo di Mazzarino scontentò particolarmente il ceto nobiliare che diede vita ad una guerra civile conosciuta con il nome di “Fronda” e che mise a dura prova la stabilità politica e sociale raggiunta dal Paese dopo la pace di Westafalia con la quale si era posto fine alla Guerra dei Trent’anni. Fu in quell’occasione che incontrò per la prima volta il cardinale A.-J. La seconda, Anna Maria (1608-69), prese il velo nel convento di Città di Castello, poi si ritirò nel monastero romano di S. Maria di Campo Marzio, di cui divenne priora nel 1657. Questa rivolta si manifestò in forme ancora più violente della prima provocando danni maggiori: ad esempio lo stesso Mazzarino, bersaglio privilegiato dell’odio collettivo, si vide costretto a lasciare la Francia nel 1651 salvo poi fare ritorno nel 1652 quando con il raggiungimento della maggiore età di Luigi e la sua successiva incoronazione, i “frondeur” interruppero le proteste, fiduciosi nel riuscire a controllare il comitato di reggenza di quel giovane e inesperto sovrano. Abbandonò allora il mestiere delle armi per seguire G.F. Sacchetti quando questi accompagnò il proprio fratello Giulio a Ferrara, dove era stato nominato legato nel marzo 1627. Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 72 (2008). 17-27, 60-71, 318-331; XLI (1924), pp. Si sa che l’esigenza di garantire la continuità dinastica è sempre stato uno dei grandi crucci dei sovrani di ogni epoca spesso disposti a tutto pur di lasciare il regno nelle mani di un erede di sangue, preferibilmente maschio: da Augusto ad Enrico VIII, dagli Asburgo ai sultani d’Istanbul la lista di re e imperatori afflitti da tale problema è particolarmente folta. Un po’ tardivamente, nel 1628, vi conseguì il grado di dottore in utroque iure. 62-83; C. Jouhaud, Mazarinades: la Fronde des mots, Paris 1985; La France et l’Italie au temps de Mazarin. Quando anche Luigi XIII morì nel 1643, a causa della minore età di Luigi XIV, Mazzarino assunse in pratica la reggenza della Francia assieme alla regina madre Anna d'Austria (della quale, secondo alcuni storici, era … In pochi mesi consolidò il suo potere presso il re. I figli nati da questa unione intrecciarono alleanze prestigiose con la migliore nobiltà francese. La spedizione contro lo Stato dei Presidi in Toscana, non lontano dalle frontiere dello Stato ecclesiastico, si risolse però in un mezzo scacco (disfatta davanti a Orbetello, luglio 1646; presa di Piombino, ottobre 1646). Egli continuò, sviluppò e realizzò il programma politico del Richelieu: e a lui deve la Francia l'acquisto dell'Alsazia, di parte della Fiandra francese, della Cerdagna e del Rossiglione, ... giùlio1 agg. — P.I. 1658 fu conclusa la Lega del Reno, che univa i principi renani contro l’imperatore, e la Francia vi aderì il giorno successivo. L'improvvisa rinuncia al vescovado di Luçon, cui la famiglia Du Plessis aveva diritto dal 1584, da parte del fratello Alphonse fattosi certosino, allontanò Richelieu, Armand-Jean ... Nobildonna (Roma 1639 - forse Pisa 1715 circa), sorella di Laura e Olimpia. Movimento politico che operò in Francia fra il 1648 e il 1653. 201-234; J. Sottas, Le gouvernement de Brouage et La Rochelle sous Mazarin, in Revue de Saintonge et d’Aunis, XXXIX (1921), pp. Vincenzo e Anastasio, parrocchia romana dei genitori. de la Tour d’Auvergne, duca di Bouillon. Ad ogni modo le leve del comando passarono alla regina Anna che venne affiancata proprio dal cardinale Mazzarino nel ruolo di Primo Ministro che, per diversi anni, fu l’effettivo gestore delle questioni reali. Fu una giovinezza tormentata dai guai fisici quella di Luigi che gli valsero addirittura l’appellativo di erede miracolato: a 5 anni infatti finì quasi per annegare in uno dei laghetti dal giardino del Palais-Royal; a 9 anni contrasse il vaiolo e quando ormai i medici di corte lo davano per spacciato si riprese sorprendentemente; a 15 addirittura ebbe un tumore alla mammella, probabilmente di natura benigna visto che non ebbe ulteriori strascichi; infine a 17 anni fu la gonorrea a fargli scoprire che tra le gioie del sesso si possono annidare sorprese indesiderate. Quando, tra il 1644 e il 1650, finanziò il restauro della chiesa, a opera di Martino Longhi il Giovane, fece apporre sulla facciata un’iscrizione commemorativa dell’evento. Questo infatti non perse tempo tanto che nel febbraio del 1652 marciò su Parigi al comando di 6.000 soldati e sfidando il Parlamento riprese il suo posto al fianco del re. 335-365; A. Masson, Mazarin et l’architecture des bibliothèques au XVIIe siècle, in Gazette des beaux-arts, CXCV (1961), pp. Sfruttando la posizione vantaggiosa che si era procurato, al congresso di pace apertosi nel 1644 a Münster in Vestfalia il M. poté negoziare gli interessi della Francia con grande flessibilità. Il M. sollecitò l’appoggio del nuovo pontefice nella lotta che egli conduceva a distanza contro Retz, il quale provocava autentico disordine nella Chiesa parigina. Avversata dalla suocera e dal Richelieu, trascurata dal marito, partecipò alle congiure di Gastone ... Cardinale e uomo politico (Parigi 1585 - ivi 1642). [forse 1652]; [G. Ménage - J. Chapelain], Elogia Iulii Mazarini cardinalis, Parisiis 1666; G. Gualdo Priorato, Storia del ministerio del cardinale G. M., Cologne 1669; A. Aubery, L’histoire du cardinal Mazarin, Paris 1688; Lettres du cardinal Mazarin, où l’on voit le secret de la négociation des Pyrénées…, Paris 1690; E. Coquebert de Montbret, Extrait de l’inventaire et du procès-verbal de vente du mobilier du cardinal Mazarin, dressé en 1649 en vertu d’un arrêt du Parlement portant confiscation, in Mémoires de la Société royale des antiquaires de France, VII (1826), pp. storico-biografico subalpino, XLVIII (1950), pp. 1997; C.J. 1649 e s’appoggiò al principe Louis (II) di Condé, il vincitore di Lens contro gli Spagnoli (20 ag. La più importante fu quella offerta all’Inghilterra di O. Cromwell. 1642. Rimase in questa funzione di servizio domestico per tre anni, durante i quali il papa si rifiutò di cedere alle richieste del re di Francia, che reclamava il M. a Parigi come nunzio ordinario. [dal lat. Luigi XIV Nel 1661 alla morte del cardinale Mazzarino, Luigi XIV dichiarò di voler governare da solo senza la presenza di un primo ministro.

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