le confessioni di sant'agostino riassunto

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Libro I: narra dei primi 15 anni della vita, del suo scarso amore per lo studio, delle sue colpe. Chi avrebbe potuto temperare il mio affanno, volgere in un bene per me le fugaci bellezze delle creature più basse, proporre una meta ai piaceri che ne traevo, in modo che i flutti della mia età non montassero oltre il lido del matrimonio, contenendosi, se non potevano placarsi, entro i termini della procreazione di una prole secondo il precetto della tua legge? Evidentemente per ottenere mediante la pratica dei delitti e una volta padrone della città onori, potere, ricchezze; per liberarsi dal timore delle leggi e dalle angustie che gli derivavano dall’esiguità del patrimonio e dal rimorso dei delitti. Tu eri sempre presente con i tuoi pietosi tormenti, cospargendo delle più ripugnanti amarezze tutte le mie delizie illecite per indurmi alla ricerca della delizia che non ripugna. La prodigalità si copre con l’ombra della liberalità, ma il più copioso dispensatore di ogni bene sei tu. Redazione De Agostini. La tua legge, Signore, condanna chiaramente il furto, e così la legge scritta nei cuori degli uomini, che nemmeno la loro malvagità può cancellare. Avrebbe mai perpetrato un omicidio senza ragione, per il solo piacere di uccidere un uomo? Che altro merita biasimo, se non il vizio? Eppure colsi proprio quelli al solo scopo di commettere un furto. E io per evitare il biasimo m’immergevo nel vizio. Cosa non avrei potuto fare, se amai persino il delitto in se stesso? Chi dunque alla tua chiamata seguì la tua voce ed evitò le colpe che qui mi vede ricordare e confessare, non mi schernisca se, malato, fui guarito dal medico che lo preservò dai malanni, o meglio, da più gravi malanni, Perciò dovrà amarti altrettanto, anzi più davvero di me, poiché vede come da tanta prostrazione di peccati io mi libero ad opera di Colui che, come vede, in tanta prostrazione di peccati non lo lasciò avviluppare. Io mi dispersi lontano da te ed errai, Dio mio, durante la mia adolescenza per vie troppo remote dalla tua solida roccia. Non se ne curò per timore che le pastoie coniugali inceppassero le mie prospettive, non la prospettiva della vita futura, che mia madre fondava in te, ma le prospettive degli studi, ove entrambi i miei genitori ambivano troppo che io progredissi, l’uno perché di te, non pensava quasi nulla e di me pensava delle vacuità, l’altra perché riteneva che la formazione culturale allora in voga non solo sarebbe nessun detrimento, ma anzi alcun giovamento a portarmi fino a te. perché questo? Anche l’onore mondano, il potere, il dominio posseggono una loro dignità, origine fra l’altro, nell’uomo del desiderio di vendetta. – 13. La pavidità trema, nella sua ricerca di sicurezza, dei pericoli insoliti e repentini che incombono sugli oggetti d’amore; a te infatti riesce qualcosa insolito, repentino? All’unico scopo che io ed ogni lettore valutiamo la profonditità dell’abisso da cui dobbiamo lanciare il nostro grido verso di te. La tu~ onnipotenza non è lontana da noi neppure quando noi siamo lontani da te. I primi 9 libri sono di carattere più strettamente autobiografico. Essi allentavano anche le briglie ai miei divertimenti oltre il tenore di una severità ragionevole, dando sfogo alle mie varie passioni; e così tutt’intorno a me si stendeva una grande foschia, che mi toglieva, Dio mio, la visione del sereno della tua verità. – 4. E l’amicizia fra gli uomini non è forse deliziosa per l’amabile nodo, con cui unifica molte anime? 15. Infatti l’orgoglio, simula l’eccellenza, mentre il solo Dio eccelso al di sopra di tutte le cose sei tu. Molti cittadini assai più ricchi di lui non affrontavano per i loro figli un sacrificio simile. Quando mancavo di colpe che mi uguagliassero ai malvagi, inventavo fatti che non avevo fatto per timore di apparire tanto più vile quanto più ero innocente e di essere giudicato tanto più spregevole quanto più ero casto. Oh, almeno fossi stato più desto ad ascoltare i tuoni delle tue nubi: In questo stato soffriranno tuttavia le tribolazioni della carne che io vorrei invece risparmiarvi; e: Chi non ha moglie, pensa alle cose di Dio, come piacere a Dio, chi invece è vincolato dal matrimonio, pensa alle cose del mondo, come piacere alla moglie. E anch’esso era nula, quindi maggiore era la mia miseria. Esalavo invece dalla paludosa concupiscenza della carne e dalle polle della pubertà un vapore, che obnubilava e offuscava il mio cuore. I peccati, chi li capisce? La curiosità si atteggia a desiderio di conoscenza, mentre chi conosce tutto e in sommo grado sei tu; persino l’ignoranza e la scemplaggine si coprono col nome di semplicità e innocenza, poiché si trova nulla più semplice di te e c’è cosa più innocente di te, se ai malvagi stessi nuocciono le opere loro? nella storia del pensiero occidentale, il messaggio del cristianesimo non antico ma ha trovato un solco. Dunque non amai null’altro che il furto. Il prigionicro voleva imitare una libertà monca, compiendo a man salva un’azione illecita con una simulazione oscura di onnipotenza? In tale compagnia percorrevo la mia strada fra le piazze di Babilonia, avvoltolandomi nel. Chi può districare un nodo così tortuoso e aggrovigliato? Persino alle follie e alle crudelta estreme di un uomo, del quale fu detto che sfogava abitualmente per nulla la propria malvagità e crudeltà, fu premessa una ragione: "perché nell’inattività dice il suo storico non s’intorpidisse la mano o lo spirito". Cosa amai dunque in quel furto e in che cosa imitai, sia pure in male e alla rovescia, il mio Signore? Assordato dallo stridore della catena della mia mortalità, con cui era punita la superbia della mia anima, procedevo sempre più lontano da te, ove mi lasciavi andare, e mi agitavo, mi sperdevo, mi spandevo, smaniavo tra le mie fornicazioni; e tu tacevi. O Signore, io sono servo tuo, io sono servo tuo e sono figlio dell’ancella tua. Tuttavia non l’avrei compiuto da solo, Ricordo bene qual era il mio animo a quel tempo, da solo non l’avrei assolutamente compiuto. Ma non mi tenevo nei limiti della devozione di anima ad anima, fino al confine luminoso dell’amicizia. Non si distingueva più l’azzurro dell’affetto dalla foschia della libidine. il male che non ho commesso. Più desto ad ascoltare queste voci e mutilato per amore del regno dei cieli, avrei atteso più lietamente i tuoi amplessi. momenti? Le Confessioni di S. Agostino: Libro secondoIL SEDICESIMO ANNOL’ADOLESCENZA INQUIETAScopo di un ricordo disgustoso 1. Mi appropriai infatti di cose che già possedevo in maggior misura e molto miglior qualità; né mi spingeva il desiderio di godere ciiò che col furto mi sarei procurato, bensì quello del furto e del peccato in se stessi. 5. Così è fatto il mio cuore, o Dio, così è fatto il mio cuore, di cui hai avuto misericordia mentre era nel fondo dell’abisso. 16. Dunque neppure Catilina amò i propri delitti, ma altro: lo scopo, cioè, per cui li commetteva. Dove l’avessi trovata, non avrei trovato che te, Signore, te, che dài per maestro il dolore e colpisci per guarire e ci uccidi per non lasciarci morire senza di te. Perciò nella ricerca del movente di un delitto non si è paghi di solito, se non quando si scopre la brama di ottenere l’uno o l’altro dei beni che abbiamo definito minimi, oppure il timore di perderlo, perché essi, sebbene abietti e vili a paragone dei beni superiori e beatificanti, posseggono una loro bellezza e grazia. Voglio ricordare il mio sudicio passato e le devastazioni della carne nella mia anima non perché le ami, ma per L’ira vuole vendetta, ma quale vendetta è più giusta della tua? La tua collera si era aggravata su di me senza che me ne avvedessi. Tutti i diritti riservati. Invece mi scatenai, sventurato, abbandonandomi all’impeto della mia corrente e staccandomi da te; superai tutti i limiti della tua legge senza sfuggire, naturalmente, alle tue verghe: e quale mortale vi riuscirebbe? allettanti. Forse perché non è facile ridere da soli? La vita stessa che viviamo qui sulla terra possiede un suo fascino, che le deriva da una certa misura di grazia sua propria e dall’armonia con tutte le altre minime bellezze dell’universo. Domandati anche questo: ache scopo? Per amore del tuo amore m’induco a tanto, a ripercorrere le vie dei miei gravi delitti. Così divenni per me regione di miseria. E per impantanarmi più tenacemente nel suo mezzo, il nemico invisibile mi calcava, seducendomi poiché mi lasciavo, facilmente sedurre. 10. Belli erano i frutti che rubammo, perché opera delle tue mani, o Bellezza massima fra tutte, creatore di tutto, Dio" buono, Dio sommo bene e bene mio vero. Chi non faceva allora alti elogi di un uomo, mio padre, il quale per mantenere agli studi suo figlio in una città lontana spendeva più di quanto permettesse il patrimonio familiare? Essa mi chiedeva – come ricordo dentro di me l’incalzante sollecitudine dei suoi ammonimenti! L’ambizione a che altro aspira, se non a onori e gloria, mentre tu solo sopra tutto meriti onore e gloria eterna? Ora, ecco, il mio cuore ti confesserà cosa andava cercando laggiù, tanto da essere malvagio senza motivo, senza che esistesse alcuna ragione della mia malvagità. Non vi trovo davvero bellezza alcuna, non dico la bellezza insita nella giustizia e nella saggezza, o nell’intelletto umano, nella memoria, nella sensibilità, nella vita vegetativa, o la bellezza e la grazia propria nel loro ordine agli astri e alla terra e al mare, popolati di creature che si succedono nella nascita e nella morte, e nemmeno quella difettosa e irreale con cui ci seducono i vizi.

Sándor Poeta Ungherese, Fiere 2020 Covid, Death And Life Gustav Klimt, Hotel Mezza Pensione Lampedusa, Canton Vallese Destinazioni, 12 Novembre 1977, Piazzale Hegel Roma,