l'argomento della medea di euripide versione greco

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Vi abbraccio con tenerezza; com'è morbida la vostra pelle, com'è dolce il  vostro respiro. Su, presto, entrate in casa. Ma la donna è debole, per natura è portata alle lacrime. E se mi si prospetta una sventura senza rimedio,  con  la spada in pugno, anche a costo di morire, li ucciderò entrambi, avrò il coraggio dell'aperta violenza. Al mondo non esiste una  persona felice. La mia mano, quante volte l'hai stretta! E ho perduto i miei figli. NUTRICE Avete sentito, figli, come si comporta vostro padre. Quanto a voi, bambini, vostro padre si è preoccupato di  darvi, con l'aiuto del cielo, un'ottima sistemazione: credo che con i vostri fratelli occuperete un giorno, in Corinto, le  posizioni più eminenti. Solo a tratti piega il candido collo, piange accoratamente, tra sé e sé, suo padre, la terra, la reggia che ha tradito per venire qui con un uomo che adesso la disprezza. PEDAGOGO  La tua esclamazione mal si accorda con le notizie che ti ho portato. b  Svanito è il rispetto del giuramento, scomparso  il pudore della grande Grecia:  si è dissolto nell'aria. Nel tempo che impiegherebbe un buon corridore per attraversare lo  stadio da un capo all'altro, l'infelice sposa si risveglia dal suo stato di torpore e di obnubilamento con un lungo gemito,  azzannata com'era da un duplice male. MEDEA  Per farti soffrire. MEDEA  Insultami pure: tanto tu sei ben al riparo, e io, invece, dovrò andarmene da questo paese abbandonata da tutti. E chi baciava le mani, chi le bionde teste dei piccoli: io personalmente, pieno di gioia, li seguii e entrai con  loro negli appartamenti delle donne. Ma c'è un punto che mi  trattiene. Chi viene in urto con lei, difficilmente esce vincitore dallo scontro. Alla vista  dei doni, non seppe resistere, fu d'accordo in tutto col marito, e prima che lui e i figli fossero lontani dalla reggia,  prende  il peplo ricamato, se lo prova, si acconcia la corona d'oro sui riccioli, davanti a uno specchio risplendente, sorridendo  alla propria quieta immagine. GIASONE  E allora perché li hai uccisi? Se si tratti di una chiacchiera o sia la verità, lo ignoro: certo non me lo auguro. Ma che i nemici ridano non è tollerabile, amiche. MEDEA  Ma la tua protervia sì, e il tuo nuovo matrimonio. Sarei stato felice! Hai ragione a volerti vendicare di tuo marito, Medea, e non trovo strano che tu soffra per quanto è  accaduto. Εἴθ' ὤφελ' Ἀργοῦς μὴ διαπτάσθαι σκάφος. Ma cosa puoi aspettarti, da una creatura orgogliosa, indomabile, attanagliata dalla sventura. GIASONE  Ti annientino le Erinni dei figli e la Giustizia che vendica il sangue. Non mangia, è consunta dal dolore, passa tutto il tempo a piangere, da quando si è accorta dell'oltraggio patito. MEDEA  Mi porti una notizia splendida; d'ora in poi sarai per me uno dei miei benefattori, uno dei miei amici. O prima di trovarti dove? MEDEA  Concedimi un giorno, solo un giorno, per pensare dove trovar rifugio, e come provvedere al necessario per le mie  creature, visto che il padre non se ne cura. μητρί γε͵ σοὶ δ΄ οὔ. GIASONE  Lo vuoi capire o no? Ma perché esito? A me non resta che  piangere  sul mio destino: non potrò avere nessuna gioia dalle mie nuove nozze, non mi verranno più incontro, vivi, i figli da me  generati e allevati, non parlerò più con loro: li ho perduti. Su, bambini, entrate in quel fastoso palazzo, supplicate la  giovane sposa di vostro padre, la mia signora, scongiuratela di risparmiarvi l'esilio, mentre le porgete questi gioielli: è  molto importante che li riceva proprio lei nelle sue mani. Quali orrori ci aspettano ancora? GIASONE  E per una questione di letto hai ritenuto giusto ucciderli? Perché Medea lancia sui servi occhiate da belva, da leonessa che ha appena partorito, se qualcuno di loro si avvicina e le rivolge la parola. MEDEA  Amiche, è un pezzo che sto qui e aspetto gli eventi, e spio come andranno a finire le cose lì dentro. σέ γε πημαίνουσ΄. Felicissima per i regali, più e più volte si rizza sulla punta dei piedi a guardarsi sino ai talloni. Neanche questo mi pare lodevole. La sentite, voi Zeus, Terra, luce,  la sentite gridare la sposa affranta? Figli, venite qui, figli: uscite di casa,  presentatevi qui, abbracciate vostro padre, parlategli, come faccio io: dimenticate, insieme con me, il rancore di prima  verso una persona cara: la pace è fatta, non ci sono più ragioni di ira. MEDEA  O Zeus, giustizia di Zeus, luce del Sole, ora gloriosamente trionferò sui miei nemici, la strada, l'ho già imboccata: ora  c'è davvero speranza che i miei nemici paghino. Un'unica cosa ti  chiedo: non aprire bocca, se trovo un mezzo, un espediente per ripagare del male che mi ha fatto mio marito [e sua  moglie e suo suocero]. EGEO  ...e vorrei metterlo al corrente dell'oracolo di Apollo. MEDEA  La notizia che mi porti è quella che è: non ho nulla da rimproverarti. GIASONE  O donna maledetta, aborrita dagli dèi, da me, dall'intero genere umano, hai avuto il coraggio di piantare una spada in  corpo ai figli che avevi partorito tu e li hai tolti a me, mi hai tolto la vita. CORO  Apri la porta e scorgerai i cadaveri. Ma adesso ti approvo, e mi sembra intelligente da parte tua procurarci  questa parentela: la sciocca ero io che avrei dovuto condividere i tuoi progetti, prender parte con te al matrimonio, fare  da pronuba, esser felice di occuparmi di tua moglie. b  Solo una donna,  una soltanto, Ino, in tempi antichi  alzò la mano omicida sui figli. MEDEA  Non è nulla. È meglio per me guadagnarmi subito il tuo odio piuttosto che rimpiangere in futuro la mia debolezza..Euripide Medea  6  MEDEA  Non è, purtroppo, la prima volta - anzi!

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