dio è morto riflessioni

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E tuttavia egli non scese dalla croce, ma compì la volontà del Padre suo per redimere il mondo. Affrontare la morte intesa in questo modo è tutt’altro che un esercizio lugubre e deprimente. Gesù mostrò quanto preziosa sia la nostra vita: pianse, si turbò, prese profondamente parte al dolore dei presenti. Tu stai servendo, però non sei un servo. Servire è l’arte suprema. Sotto l’attuale pontificato, la “Pontificia Accademia per la Vita” è stata messa sotto accusa per aver nominato uno scienziato eugenetico coinvolto nella ricerca sulle cellule staminali, un filosofo e un altro eugenista pro-aborto e infine un Sacerdote pro-contraccezione, che sostiene anche l’eutanasia per fame. Cosa significa: “Emergiamo da una notte di origine misteriosa … da cui siamo venuti e a cui finalmente torniamo”? Altri, dopo di lui, di fronte all’oscura barriera della morte hanno pronunciato espressioni di coraggiosa fiducia in una vita senza fine. Un nuovo documento vaticano  sulla pandemia è stato criticato per non aver menzionato nemmeno una volta Dio, Gesù Cristo, Chiesa, Vangelo, Bibbia o Sacramenti. No? Al contrario, si rivela un modo per celebrare la nostra vita di figli prediletti di Dio, così da vivere i giorni che ci restano, pochi o tanti che siano, come giorni di costante apertura a ciò che verrà. Al contrario, il documento arriva persino a negare la nostra origine come creature di Dio e il nostro destino soprannaturale in Cielo, con una dichiarazione luciferina e nichilista: “Emergiamo da una notte di origine misteriosa … da cui siamo venuti e a cui finalmente torniamo». E inoltre: «Non vi è alcuna menzione di Dio, nessuna menzione di Nostro Signore, nessuna menzione dello Spirito Santo, nessuna menzione del Regno». Un passo che potrebbe essere interpretato come una polemica contro il Presidente americano Donald Trump, che si è ritirato dall’OMS. In Vaticano, c’è ancora qualcuno che si ostini a credere in Dio? Humana Communitas nell’era della pandemia: Riflessioni inattuali sulla rinascita della vita». Purtroppo raramente il tema della morte è presente nella vita del cristiano. Potrebbe essere considerata un’affermazione religiosa solo se la religione in questione fosse l’ambientalismo. Pensiamo ad alcuni dei nostri progenitori nella fede: a Mosè non fu dato di conoscere ogni svolta dell’itinerario su cui conduceva il suo popolo fuori dell’Egitto. E’ attraverso la morte che tocchiamo la vita nella sua essenza più profonda. Investire in educazione aumenta la ricchezza del Paese, Effetti Covid. LE RIFLESSIONI DI DON ALESSANDRO “Guarda i girasoli: s’inchinano al sole, ma se vedi uno che è inchinato un po’ troppo significa che è morto. Il documento vaticano si sofferma sulla privazione «dell’esuberanza degli abbracci, della gentilezza di poter stringere le mani, dell’affetto di ricevere un bacio», ma non include le voci dei fedeli cattolici che esprimevano il dolore di essere privati ​​dei Sacramenti, della Santa Messa e della partecipazione al culto pubblico. Gesù invece non vuole che evitiamo questo confronto. Non dopo la morte perché, se c’è un al di là, egli avrà il suo premio”. Uno dei brani che vennero censurati a causa del titolo è per esempio Dio è morto, che Francesco Guccini pubblicò nel 1965. E’ un caso che egli sia giunto sulla scena del compianto funebre e del dolore quando ormai da quattro giorni Lazzaro giaceva nel sepolcro? Un esempio per tutti. Link Originale: http://www.renovatio21.com/documento-vaticano-sulla-pandemia-dio-e-morto/, Dovremmo rifiutare sia la “Nuova” che la “Vecchia Normalità” — La “cultura della paura” è una trappola: abbiamo bisogno di audacia e innovazione. tendenza fondamentale è di giungere a far scomparire la morte dalla società, rendendola culturalmente e socialmente invisibile, sottraendo così all’uomo l’incontro esistenziale con la morte, incontro che risulta sgradevole e imbarazzante. Da quel momento, il concetto di morte compie un salto di significato: da “scomparsa” e “distacco” si trasforma in “incontro, ritorno, abbraccio”. Non in vita, perché gli altri possono ucciderlo ma non alterarne l’armonia interiore. Oggi, la maggior parte della gente pensa alla morte solo quando vi è costretta dalle circostanze. Spaesati tra lavoro a distanza e abitudini perse, Atlante infanzia a rischio. Vediamo di buon occhio la promessa di guarigione, ma non altrettanto il turbamento, la partecipazione alla sofferenza, la condivisione del dolore. Il Dio che ci ha creati, e che ci ha chiamati “prediletti” ancor prima che nascessimo, vive con noi e in noi. Forse, come alcuni di coloro che furono presenti al fatto, anche noi vogliamo solo il miracolo di qualcuno risorto dai morti. È stato re-interpretato nel 1967 da Caterina Caselli e poi dai Nomadi, la cui versione è famosa quanto quella di Guccini. Ciò che non vogliamo vedere sono le lacrime e l’intenso dolore che portarono Gesù a pregare il Padre suo.

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